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 Agnese Cabano. Il sogno fra le dita
 Mostra personale

  Museo Civico Rocca Flea, Gualdo Tadino (PG)
  6-28 febbraio 2015
CON IL PATROCINIO DELLA REGIONE UMBRIA E DEL COMUNE DI GUALDO TADINO

L’universo femminile è il filo conduttore di questa mostra. E se da curatrice presentare la prima mostra personale di un artista ha sempre il sapore della scommessa, in questo caso la certezza della buona riuscita ha preso il sopravvento sin dall’inizio. Sin dal nostro primo incontro professionale, infatti, avvenuto in occasione della fiera “Künstlerkirtag 2012” a Pöchlarn, in Austria, il talento di Agnese mi era ben chiaro. Andava solo scalfita un po’ la superficie per permetterle di tirar fuori la vera essenza della sua ricerca.
E così è stato. Ora, pur mantenendo intatto l’amore -e la conseguente derivazione- per Salvador Dalí, Agnese è finalmente uscita dal guscio ed in punta di piedi, timidamente, si appresta a mettersi in gioco, a svelare la parte più intima di sé e ad affrontare un pubblico più vasto di quella limitata cerchia di persone che fino ad oggi ha avuto modo di seguire il suo lavoro.
La scelta della Rocca Flea è stata invece dettata dal fatto di voler sin da subito attribuire un valore “aulico” alla sua ricerca. Non uno spazio “commerciale”, dunque, ma museale, ricco di capolavori, con i quali intraprendere un dialogo costruttivo. Una sorta di passaggio di testimone.
Il tema maggiormente ricorrente nelle opere di Agnese è quello della maternità: sognata, sperata, ottenuta, persa. Non è certamente un caso che il titolo di questa mostra rifletta quello di un’opera eseguita nel 1988, in cui il feto compare già sotto forma di idea, di desiderio, quale propaggine della stessa testa/ritratto idealizzato dell’artista. Il dono ricevuto (2012), a sua volta, è la rappresentazione di un sogno che diviene realtà. Come spiega lei stessa «protetti all’interno di un ambiente uterino, avviene il magico incontro fra una donna ed il suo bambino». Nella coeva La culla nel deserto una donna seppellisce un feto. Stavolta è un camaleonte, altro simbolo ricorrente nei suoi lavori, a proteggere la creatura ricavando col suo corpo una sorta di “cavea uterina”, come la stessa artista la descrive. Anche in Un’alba mai vissuta (2012) torna il tema della perdita: l’uovo è crinato ed una goccia di sangue/lacrima ne fuoriesce.
A questo punto appare più chiara la scelta curatoriale di dislocare le opere, piuttosto che lungo l’intero percorso museale, in una ristretta area, ovvero in quelle sale in cui ricorre l’iconografia della Vergine col Bambino.
Ma la maternità non è certo l’unica tematica sviluppata da Agnese. Anche quella della donna violata ricorre in alcuni lavori. Cappuccetto Rosso (2015) ne è forse l’esempio più ovvio. Qui si apre un’altra parentesi, legata alla figura di Barbie, tuttavia sono certa ci saranno occasioni espositive mirate a meglio sviscerare l’utilizzo tutto personale che Agnese fa dell’icona per eccellenza del gioco femminile tra gli anni ’50 e ’90. Barbie/Cappuccetto Rosso immobile a terra e Ken/lupo cattivo e famelico, jeans ancora sbottonati.
In altre installazioni, a concludere il ciclo espositivo, un ulteriore omaggio ad un’altra artista da sempre punto di riferimento nella sua ricerca: Frida Kahlo. Realizzate con un’attenzione al minimo dettaglio, passando dalla pittura alla confezione degli abiti, tali opere ricalcano gli originali dell’artista messicana. Dopo la maternità e la violenza femminile il riconoscimento ad una donna che ha saputo rompere gli schemi, divenendo anch’ella un’icona, ma stavolta non di bellezza, come Barbie, piuttosto di forza, di volontà, di istinto di sopravvivenza. Una donna che ha saputo fare delle sue cicatrici e dei suoi difetti fisici un vessillo di cui andare fiera. È lo stesso richiamo di Opposta al conformismo (2014), in cui il camaleonte, per sua stessa natura, tende ad adattarsi alle situazioni imposte da una società sempre più standardizzata contro cui lotta la figura femminile. Probabilmente quest’ultima è destinata a soccombere, schiacciata e quasi interrata dall’animale, ma la scommessa vale la pena di essere giocata.
Adelinda Allegretti
Allegati
Mostre dello stesso artista:
 Invito    Catalogo  
Opere
Agnese Cabano, Aiutami (2013), olio su tela, cm 46x66 Agnese Cabano, Aiutami a ricordarlo (2015), olio su tela, cm 42x35 Agnese Cabano, Cappuccetto Rosso
Agnese Cabano, Cappuccetto Rosso. Omaggio a Charles Perrault (2015), installazione (Barbie Live Action e Ken anni '60, legno, tessuto anni '60), cm 25x38x40 Agnese Cabano, Cappuccetto Rosso b Agnese Cabano, Eva & Eva (2012), olio su tela, cm 18,5x29,5
Agnese Cabano, Fate acquatiche (2012), olio su tela, cm 30x40 Agnese Cabano, Frida dipinge (2014), installazione (Barbie 1962, tessuto Valentino, legno, fotografie, gesso, olio, acrilico), cm 20x25 Agnese Cabano, Il dono ricevuto (2012), olio su tela, cm 68x60
Agnese Cabano, Il parassita. Omaggio a Magritte (2015), olio su tela, cm 48x58 Agnese Cabano, Il ricordo. Omaggio a Frida Kahlo (2015), installazione (Barbie 1962, tessuto, legno, olio), cm 35x35x38 Agnese Cabano, Il sogno fra le dita (1988), olio su tela, cm 60x60
Agnese Cabano, L'albero della speranza. Omaggio a Frida Kahlo (2014), installazione (Barbie 1962, tessuto, legno, olio), cm 25x35x38 Agnese Cabano, La culla nel deserto (2012), olio su tela, cm 24,5x24 Agnese Cabano, La rivelazione di Alice (2013), olio su tela, cm 104x78
Agnese Cabano, Le due Frida (2014), installazione Agnese Cabano, Le lacrime di Frida Kahlo (2013), olio su tela, cm 58x75 Agnese Cabano, Le parole non dette (2012), olio su tela, cm 17,5x30
Agnese Cabano, Omaggio a Hokusai (2012), olio su tela, cm 42x33 Agnese Cabano, Omaggio a Munch (2014), olio su tela di lino, cm 57x68 Agnese Cabano, Opposta al conformismo (2014), olio su tela, cm 40x23
Agnese Cabano, Paesaggio lunare (2012), olio su tela, cm 62x53 Agnese Cabano, Rose sanguinanti. Omaggio a Dalí (2013), olio su tela, cm 50x50 Agnese Cabano, Se equivocó la paloma. Omaggio a Frida Kahlo (2014), olio su tela, cm 49x57
Agnese Cabano, Sirena (2012), olio su tela, cm 26x34 Agnese Cabano, Sognando Magritte (2014), olio su tela, cm 31x23 Agnese Cabano, Stromboli (2014), olio su tela, cm 29x30
Agnese Cabano, Stupro (2014), olio su tela, cm 60x60 Agnese Cabano, Tiger on my finger (2014), olio su tela, cm 50x50 Agnese Cabano, Un'alba mai vissuta (2012), olio su tela, cm 38x52
Inaugurazione











































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Adelinda Allegretti: storico dell'Arte, giornalista, curator di eventi espositivi - CREDITS