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 Mellà. Colore=Energia=Intelligenza
 Mostra personale

  La Torre della Filanda, Rivoli (TO)
  13-29 settembre 2002
Quasi un’antologica. I lavori selezionati per questa mostra e suddivisi in quattro sezioni, grazie anche all’articolata struttura dello spazio che li ospita e che permette lo sviluppo su altrettanti livelli, costituiscono parte integrante di un’unica ricerca. La terra, Il cielo, L’armonia nell’asimmetria e Colore=Energia=Intelligenza, apparentemente cicli indipendenti l’uno dall’altro, complici tecniche di esecuzione e linguaggi diversi, in realtà acquistano forza e valore proprio nel momento in cui la lettura si fa comparata.
Punto di partenza, ideale e fisico -in quanto è da qui che prende il via il percorso espositivo-, della ricerca di Mellà è La terra (1994-1996). Dominata dal senso di dualismo, inteso come perenne lotta tra Bene e Male, ma anche come mente e corpo, spirito e materia, questa prima serie è caratterizzata dall’uso di tecniche miste e da una lettura, spesso ironica e provocatoria, del mondo che ci circonda. Pas sembra essere un monito alla scelta della giusta via: metà della superficie pittorica è bianca, l’altra metà nera. Un invito a non lasciarsi ingannare o attrarre dal grigio, inteso come forza deviante. In Belloschifo! l’omonima scritta che, su uno sfondo nero, domina gran parte della tela, ha la valenza di un vero e proprio grido di sdegno rivolto ad una società che, sebbene in grado di innalzare grattacieli, di certo non riesce a costruire una realtà edificante. Sono grandi verità dispensate con ironia e fiducia attraverso giochi di parole ed un’iconografia spesso desunta da un linguaggio infantile, ingenuo e genuino, sinonimo di trasparenza d’animo. Piccoli input che accendono un barlume di luce nella coscienza dello spettatore. È come se Mellà, in questo primo ciclo, sollevasse quello che Schopenhauer ha definito il “velo di Maja”.
Con Il cielo (1996-1999) subentra l’idea del cambiamento. In Verso il futuro una forza sembra intervenire dall’alto, potente ed inarrestabile, per operare una trasformazione. Mellà non dà un nome a tale forza: potrebbe essere il Dio cristiano, l’Uno, la Forza Motore, ma la sua essenza non cambia. È una forza che governa l’Universo, un’energia che non solo ci circonda, ma della quale siamo parte integrante, e dalla quale non potremmo separarci in alcun modo, neanche dopo la morte.
Ed è qui che subentra il terzo ciclo di questa mostra: L’armonia nell’asimmetria (2001). Se anche l’oggetto più insulso e l’essere più microscopico contengono in sé, così come l’uomo, una seppur minima quantità dell’energia di cui si compone l’Universo, allora l’armonia non è più un’utopia. All’uomo, in quanto essere pensante, ma soprattutto perché dotato di libero arbitrio, il compito di compiere quel salto di qualità che lo metterà in comunione con il Tutto. Nella ricerca di Mellà ciò si identifica con una serie di opere realizzate in acrilico, in cui la pennellata, ora larga, a costituire quasi dei tasselli cromatici, ora più fluida, lasciata libera di scorrere sull’ampia superficie pittorica, diviene protagonista indiscussa. Tralasciato qualsiasi riferimento iconografico, il colore assume ormai il pieno controllo del dipinto.
Siamo arrivati al punto cruciale dell’intero ciclo: Colore=Energia=Intelligenza (1999-2002). Il simbolo = parla chiaro: colore, energia ed Intelligenza si equivalgono, cambia soltanto il grado di consapevolezza. Ma consapevolezza di cosa? Della propria forza creatrice. Il colore equivale a quel Dio di cui sopra non abbiamo voluto dare una definizione; il colore è pensante, ha il potere di trasformare continuamente se stesso in qualcosa di diverso. È la vibrazione, col suo movimento, che consente al colore di operare la trasformazione. Ecco perché per questa serie Mellà predilige il pastello: rarefatto, caldo, anche se sovrapposto in più tonalità l’ultima stesura non cancella mai le precedenti, ma vi si amalgama. Inoltre è con il pastello che i bambini cominciano a scarabocchiare i primi fogli e pertanto assume qui un ulteriore significato di purezza. La vibrazione del pastello comporta quindi l’idea dell’energia. Dai filamenti estesi, quasi lineari che caratterizzano i lavori di questo ciclo pittorico, disposti in logica sequenza, si giunge, in un sempre più complicato groviglio di linee spezzate e sovrapposte, all’Intelligenza. Da intendersi come ultimo processo di tale evoluzione, Essa non ha altro fine che la creazione.
Torino, 27 giugno 2002

Adelinda Allegretti
Rassegna stampa
Opere
Mellà, Belloschifo (dal ciclo La Terra) (1994-96) Mellà, Colore=Energia=Intelligenza (1999-2002), pastello Mellà, L'armonia nell'asimmetria (2001), acrilico
Mellà, L'Essenza (dal ciclo Il Cielo) (1996-99), pastello
Inaugurazione









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Adelinda Allegretti: storico dell'Arte, giornalista, curator di eventi espositivi - CREDITS