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 Daniel Lifschitz (CH)
 Mostra personale

  Atahotel Varese****. Si ringrazia Mega Art, RM
  15 febbraio - 6 marzo 2011
Daniel Lifschitz è nato a Berna nel 1937 da famiglia ebraica.
Dopo la maturità classica, studia archeologia all’università di Ginevra e di Berna.
Nel 1960 interrompe bruscamente la carriera universitaria e lascia la Svizzera per stabilirsi nel Kibbutz Nir-David in Israele, dove fonda, con la sua collezione archeologica il Museo di archeologia mediterranea, situato tra il Kibbutz e il parco nazionale Sachne. La città di Francoforte elargisce i fondi (250000 DM) per la costruzione del primo padiglione nel 1963, un membro della famiglia Rothschild il secondo padiglione nel 1970.
Nel 1961 Lifschitz, alla ricerca di Dio, lascia il Kibbutz e vive per alcuni mesi in India (monastero Ramakrishna, Almora, Himalaya), poi torna in Europa e si stabilisce sull’isola di Patmos, dove comincia a dipingere.
Dal 1964, data della sua prima mostra a Losanna (Galerie Bridel) Lifschitz ha esposto le sue opere in più di 80 Musei e mostre personali in Italia, Francia, Belgio, Olanda, Stati Uniti, Germania e Israele. Sono uscite 3 monografie sui suoi dipinti ebraici in Italia, Francia e Germania.
Nel 1964 si trasferisce a Cortona (Arezzo), dove riceve nel 1966 il Battesimo.
Dal 1966 al 1971 vive con la comunità monastica di Don Dossetti, prima a Monteveglio (BO) poi a Gerusalemme. Dopo un soggiorno di 6 mesi con Carlo Carretto a Spello e a Carpi (MO), nel 1973 si trasferisce a Palermo. Entra nel cammino Neocatecumenale, nella Parrocchia della Sacra Famiglia.
Nel 1974 si sposa con Angela Bonsangue. Insieme con i loro 5 figli evangelizzeranno in Sicilia, Grecia, Turchia, Egitto, Israele (comunità cattoliche palestinesi) Svizzera, Etiopia e 7 anni negli Stati Uniti (Texas e Chicago).
Nel 1986 Lifschitz comincia a scrivere commenti biblici (Salmi e Genesi), libri sul chassidismo, sulle feste ebraiche e sull’umorismo ebraico finora usciti in Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia, Rep. Ceca e Brasile.
Nel 1994 Lifschitz termina e esce dal cammino Neocatecumenale e da allora inizia delle catechesi sui salmi a Palermo e a Roma.
Da quattro anni Lifschitz scrive opere teatrali e sceneggiature per cinema, tra cui la commedia musicale "Israel, dove vai?", “Pasqua ad Auschwitz”(3 atti) "Un Seder a Buchenwald" (2 atti) ,"Torre di Babele" ,”Twintower.
Nel 2001 la commedia musicale “Israel, dove vai?” è andata in scena a Palermo nell’ambito del Festival “Palermo di scena” e nel “Teatro della Rosa” a Pontremoli.
Nel 2005 La commedia musicale “Israel dove vai” viene rappresentata undici volte a Roma.
“Un Seder a Buchenwald” è andato in scena a Palermo nel 2001 e a Montescudo e Montetauro (Rimini) nel 2002.

Recensioni

ART NEWS
New York, June 1976
Daniel Lifschitz (Touchstone): Lifschitz’s 60 pastels form a scintillating first one-man show. Heir cumulative impact is powerful enough to erase all suggestion that pastel is an over-delicate weakling among art media; Lifschitz reminds us that since Degas one can not longer think that way about pastel. The Italian artist Morandi was an early influence on
Lifschitz, but at this stage the influence of Degas and Whistler is much more palpable in his work. Though brilliantly colored pastel compositions punctuate his oeuvre (such as On the Beach), Lifschitz frequently will restrict a series of compositions to greys (the Nocturnes of the late 1960s and early ‘70s), and has most recently found white a fascinating and rewarding colour (Winter landscape, 1976).
Refusing to let even the length of a pastelstick intervene between his hand and the paper, the artist rubs the sides of the stick flat into his favourite black paper and achieves what he describes as a “velouté”, a velvetly texture that lends itself well to the creation of the mood Lifschitz seeks in his remembered Landscapes, interiors, and even still lives.
Such reliance on memory is a tremendous asset in his work, sharpening and clarifying the formal relationships: in a still live with a lemon and banjo the artist has achieved the ideal of abstractions - one actually forgets the original motifs, despite their continued presence, and is inundated with the piece’s formal and colouristic perfection.
Margaret Betz

LA STAMPA
11 aprile 2008
Un migrante tra pittura e salmi.
L'autobiografia di Daniel Lifschitz, nato da famiglia ebraica a Berna nel 1937, giovane comunista sionista, convertitosi al cattolicesimo.
Vi è chi ha colto nel XIX secolo una svolta epocale in virtù della quale la maggior parte delle persone non ha più potuto contare su un paio di certezze che avevano caratterizzato per alcuni secoli le generazioni precedenti: quella di morire nel proprio borgo natale e quella di esercitare lo stesso mestiere del proprio genitore.
Di certo oggi ci appare accentuato un dato che in realtà non è mai stato del tutto assente dall'esperienza umana: le nostre esistenze attraversano a volte stagioni mutevoli, periodi in cui sembrano smarrirsi certezze acquisite, svolte che rimettono in gioco orientamenti e tendenze, episodi che contraddicono noi stessi e le scelte di cui più ci credevamo convinti.
Non è sempre facile ritrovare il filo rosso che attraversa un'esistenza, anche perché a volte non si tratta di un filo ma di un intreccio di tessuti diversi, apparentemente incompatibili; eppure ciascuno di noi sa di essere più grande dell'insieme degli eventi che lo hanno condizionato, delle opere che è riuscito a realizzare, degli errori commessi e delle virtù mortificate: ogni essere umano vale più delle vittorie e delle sconfitte conosciute nella sua lotta quotidiana per un'esistenza degna di tal nome.
Chi volesse accostarsi a una vicenda esemplare in questo senso potrebbe leggere l'autobiografia in due volumi di Daniel Lifschitz (Dio sceglie l'immondizia. Storia di un ebreo cattolico e L'immondizia ama Dio. Storia di un cattolico ebreo, Parva, pp. 240 e pp. 224, e 12 al volume). Nato a Berna da famiglia ebraica nel 1937, giovane comunista sionista, battezzato cattolico nel 1966, aspirante cittadino israeliano, evangelizzatore itinerante nel cammino neocatecumenale poi abbandonato, pittore, esegeta, scrittore e autore di teatro, Lifschitz è un «migrante» per sorte divenuta vocazione che, a mio giudizio, ha trovato due approdi sicuri e pacificanti nella sua esistenza, due luoghi in cui le sue mescolanze eterogenee hanno potuto armonizzarsi: la pittura e l'interpretazione dei salmi.
I suoi pastelli che privilegiano l'amore dei chassidim per la Torah e per la vita, capaci di sfumare una realtà illuminata da una luce «altra», sembrano indicare la faticosa chiarezza che si fa strada nelle nostre vite; così come la sua lettura dei salmi, nutrita ma non condizionata dalle vicende personali, li restituisce alla loro qualità sorgiva: lodi, invocazioni, grida di creature umane che sgorgano dal vissuto tragico e gioioso dell'esistenza per divenire parola rivolta da Dio stesso all'uomo.
Non è mai dato di discernere con nettezza chi parla e chi ascolta in quei canti che popolano da millenni la preghiera di Israele e della chiesa; in essi è dato invece come dono prezioso di assumere consapevolezza che il dialogo è possibile anche nelle situazioni più disperate, che sempre vi sono orecchie e cuore pronti all'ascolto, così come sempre vi sono labbra che parlano, anche nel silenzio più angosciato.
Enzo Bianchi

Lo spazio
Questa nuovissima struttura Atahotels sorge a Varese, città-giardino ai piedi delle Alpi, circondata dal verde e da un’atmosfera tranquilla, a due passi dai più bei laghi italiani e svizzeri. La posizione strategica, di fronte all’Ippodromo “Le Bettole” ed a pochi minuti dal centro città, le sue 220 camere doppie & suite tutte con terrazzo arredato ed il centro congressi all’avanguardia fino a 1200 posti, rendono l’Atahotel Varese Business & Resort una tappa obbligata per l’uomo d’affari che predilige una location originale per la propria attività ed una meta attraente anche per il turista. L’offerta è arricchita dal Fitness Center attrezzato TechnoGym, dalla piscina riscaldata con idromassaggio e solarium, dal ristorante panoramico con sala modulabile fino a 500 posti e dal bar, per i momenti informali e di relax, nonché da parcheggio e garage fino a 300 posti auto. Connessione Wi-Fi con linea ADSL 8 Mega.

Distanze
Centro città: 1.5 km. Stazione di Varese: 2 Km. Aeroporto Malpensa: 30 Km. Aeroporto Linate: 75 Km. Aeroporto Lugano: 30 Km. Uscita autostrada A8 Varese: 8 Km. Polo fieristico Rho-Pero: 45 km. Milano: 50 km. Confine Svizzero Gaggiolo: 12 km.

Tempo libero e località di interesse
Varese centro: 1,5 Km. Outlet Fox Town Mendrisio: 20 Km. Centro Commerciale Le Corti: 2,5 Km.
Castello di Masnago - Museo di Arte Moderna: 4 Km. Villa Mirabello - Museo Civico Archeologico: 3 Km. Sacro Monte di Varese - Santuario: 10 Km. Giardini Estensi e Palazzo Estense: 3,5 Km. Teatro Mario Apollonio, Auditorium Villa Panza, Salone Estense: Varese. Multisala Impero: 2 Km. Tennis Club Le Bettole: 1 Km. Golf Club Panorama 9 buche: 4 Km. Ippodromo Le Bettole: 50 m. Trekking a cavallo Club Ippico La Valletta: 6 Km.
Lago di Varese: 7 Km. Lago Maggiore: 20 Km. Lago di Como: 30 Km. Lago d’Orta: 52 Km. Casino di Campione d’Italia: 31 Km.
Allegati
Opere
Daniel Lifschitz, Albero magico (2010), cm 54x64 Daniel Lifschitz, Canal Grande (2006), cm 100x70 Daniel Lifschitz, Canal Grande (2006), cm 85x60
Daniel Lifschitz, Fiore lucente (2011), cm 38x55 Daniel Lifschitz, Fiori (2010), cm 34x55 Daniel Lifschitz, Fiori (2010), cm 43x51
Daniel Lifschitz, Fiori (2010), cm 46x50 Daniel Lifschitz, Fiori magici (2010), cm 43x60 Daniel Lifschitz, Gli amanti (2010), cm 48x60
Daniel Lifschitz, Natura morta. Fiori (2007), cm 24x37,5 Daniel Lifschitz, Natura morta (2008), cm 57x50 Daniel Lifschitz, Natura morta (2010), cm 101x58
Daniel Lifschitz, Natura morta (2010), cm 71x52 Daniel Lifschitz, Natura morta (2010), cm 71x56 Daniel Lifschitz, Natura morta (2010), cm 88x55
Daniel Lifschitz, Natura morta (2010), cm 88x60 Daniel Lifschitz, Natura morta (2010), cm 95x66 Daniel Lifschitz, Natura morta caravaggesca (2010), cm 50x39
Daniel Lifschitz, Natura morta con limoni (2010), cm 85x56 Daniel Lifschitz, Natura morta con uva (2010), cm 69x57 Daniel Lifschitz, Natura morta olandese (2008), cm 66x66
Daniel Lifschitz, Natura morta rossa (2010), cm 40x45 Daniel Lifschitz, Natura morta su tavola (2010), cm 64x48 Daniel Lifschitz, Notturno. Venezia (2010), cm 106x21
Daniel Lifschitz, Notturno marino (2010), cm 45x46 Daniel Lifschitz, Paesaggio (2010), cm 24x38 Daniel Lifschitz, Paesaggio marino (2001), cm 75x55
Daniel Lifschitz, Rosa blu (2010), cm 35x28 Daniel Lifschitz, Santa Maria della Salute (1995), cm 104x65 Daniel Lifschitz, Scontro di notte (2009), cm 76x60
Daniel Lifschitz, Shabbath al muro (1981), cm 104x70 Daniel Lifschitz, Tempesta sul Lemano (2008), cm 50x71 Daniel Lifschitz, Torcello (1995), cm 70x80
Daniel Lifschitz, Vaso (2010), cm 41x63 Daniel Lifschitz, Vaso con lilla bianco (2010), cm 61x61 Daniel Lifschitz, Vaso di fiori (2010), cm 34x45
Daniel Lifschitz, Vaso di fiori (2010), cm 45x50 Daniel Lifschitz, Vaso di fiori (2010), cm 50x65 Daniel Lifschitz, Vaso interiore blu (2010), cm 43x63
Daniel Lifschitz, Venezia (2010), cm 82x53
Inaugurazione

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Adelinda Allegretti: storico dell'Arte, giornalista, curator di eventi espositivi - CREDITS